201907.29
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L’accesso in azienda degli ispettori del lavoro: quali regole tenere presente.

Non è infrequente che i locali aziendali siano oggetto di un’ispezione da parte di funzionari ispettivi in servizio presso le Direzioni Territoriali del Lavoro, ai quali compete di verificare se il datore di lavoro abbia abusato della sua posizione: in particolare, se non abbia rispettato tutte le regole sui rapporti di lavoro.

Si tende comunemente a pensare che il “lavoro in nero” riguardi quei lavoratori che non hanno firmato un contratto di lavoro; si tratta però di un’informazione quasi sempre errata. Ad eccezione infatti dei contratti che per legge richiedono la forma scritta (come ad esempio il contratto di lavoro dipendente a termine giacché è stabilito che il termine sia apposto per iscritto oppure il contratto di lavoro sportivo oppure ancora il contratto del personale dell’aria per il quale la forma scritta è richiesta ai fini della prova del rapporto o, infine, l’arruolamento del personale marittimo), nel nostro ordinamento vige la regola della libertà di forma, in virtù della quale l’assunzione del lavoratore può avvenire anche verbalmente, cioè senza la firma di un contratto ma per effetto invece del semplice accordo delle parti ([1]).

Quello che differenzia allora un rapporto di lavoro in nero da un rapporto di lavoro regolare non è la classica lettera di assunzione, quanto invece la denuncia di assunzione fatta dal datore di lavoro attraverso un documento apposito – generalmente il cosiddetto “UNILAV” ([2]) – da inoltrare telematicamente al Centro per l’impiego competente per territorio almeno ventiquattro ore prima dell’avvio dell’attività lavorativa.

Il datore di lavoro è inoltre tenuto ad inserire la posizione del lavoratore appena assunto nel Libro Unico del Lavoro (anche definito con la sigla “LUL”), che deve essere aggiornato sistematicamente. Il LUL infatti: sostituisce i vecchi registri obbligatori del Libro Paga e del Libro Matricola; è obbligatorio per tutti i datori di lavoro privati ad eccezione dei soli datori di lavoro domestici; ed equivale – si è soliti dire – al cedolino paga integrato con il dettaglio delle presenze del lavoratore.

Nei confronti del lavoratore, invece, all’atto dell’assunzione, vi è soltanto l’obbligo di consegnare un documento che riepiloghi i dati salienti del rapporto (le generalità delle parti; la data di inizio del rapporto di lavoro; la sua durata con l’indicazione, se a termine, della data in cui il rapporto si concluderà; l’eventuale periodo di prova; il luogo di lavoro; l’inquadramento, il livello e la qualifica; la retribuzione; le ferie e il termine di preavviso per il licenziamento). L’obbligo di consegna, come anticipato, deve essere assolto al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro, prima dell’inizio dell’attività di lavoro.

Pertanto, il datore di lavoro privato che voglia assumere un lavoratore è tenuto ad effettuare una serie di adempimenti obbligatori di vitale importanza: una volta scelto il tipo di contratto (ad esempio, il contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato), egli dovrà infatti tempestivamente:

  • denunciare l’assunzione in via telematica al Centro per l’impiego;
  • aggiornare il Libro Unico del Lavoro;
  • consegnare al dipendente che stia per iniziare il lavoro un documento riepilogativo.

Se non adempie a uno qualsiasi di questi obblighi, può subire invece pesanti sanzioni. Le sanzioni, come appare chiaro, possono riguardare però sia il mancato compimento di uno o più di questi passaggi (ad esempio la denuncia di assunzione è stata effettuata in ritardo), sia il tipo di contratto che si è scelto per il lavoratore.

Il funzionario ispettivo, infatti, ove si renda conto per fare degli esempi che il lavoratore a tempo parziale in realtà svolge un lavoro a tempo pieno oppure che il collaboratore autonomo riceve ordini e direttive ed è poi sottoposto al potere disciplinare del datore di lavoro come un qualunque dipendente, può riqualificare il rapporto: può cioè attribuirgli la ‘veste’ che esso avrebbe dovuto realmente avere (per rimanere ai due esempi, quella di un rapporto a tempo pieno e quella di un rapporto di lavoro dipendente), contestando le irregolarità al datore di lavoro e sanzionandolo.

Il documento che in tali casi il funzionario ispettivo compila è il verbale di primo accesso ispettivo, al quale segue poi il verbale unico di accertamento e notificazione.


[1] Si tratta però di una regola che la legge o i C.C.N.L. possono derogare stabilendo che, pur a fronte della libertà di forma, per determinate categorie o in specifici settori il contratto di lavoro debba comunque avere la forma scritta.

[2] Nel rapporto di lavoro domestico, la denuncia di assunzione va inoltrata direttamente all’INPS.